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LUCIANO
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L'agenda della Fondazione
ultimo aggiornamento: febbraio 2019

1. Convegno su Bianciardi e Cassola, 23 marzo


Programma del convegno

Grosseto 23 marzo 2019

Banca Tema, sala Marraccini, corso Carducci 14



Bianciardi e Cassola, gli anni della diaspora



Ore 9,00- Saluto di Massimiliano Marcucci, Presidente della Fondazione Bianciardi

Saluto di Fabio Becherini, Direttore generale Banca Tema

Ore 9,30- Introduzione dei lavori a cura di Arnaldo Bruni

Saluto di Alba Andreini, Presidente del Convegno

Ore 10,00- Matteo Marchesini, I Minatori della Maremma fra cronaca e reportage

Ore 10,30- Giulio Ferroni, La ragazza di Bube e La vita agra: due strade che si allontanano

Ore 11,00- Raoul Bruni, Un cuore arido e la narrativa degli anni sessanta

Ore 11,30- Nicola Turi, Liale e garibaldini. Bianciardi e Cassola negli anni della Neoavanguardia

Ore 12,00- Lucia Matergi, Una citta' per due: la Grosseto di Bianciardi e Cassola

Ore 12,30- Conclusioni di Arnaldo Bruni

Ore 15,00 Proiezioni

- A spasso in citta', La memoria di Milano (dedicato a Luciano Bianciardi)

- Carlo Cassola, la conquista della semplicita', documentario di Silvana Palumbieri, Teche Rai



2. Fondazione chiusa per trasloco


La Fondazione e' chiusa per il trasferimento del materiale bibliografico e archivistico nella nuova sede; la riapertura e' prevista entro febbraio 2019.

Rimane attivo l'indirizzo di posta elettronica per le comunicazioni.



3. 6 ottobre, Confesso che ho vissuto


La Fondazione presenta l'ultimo libro di Massimo Fini "Confesso che ho vissuto", sabato 6 ottobre, alle ore 18.30 alla libreria Palomar di Grosseto.

"Esistenza inquieta di un perdente di successo", il sottotitolo del libro che ben sintetizza il senso della confessione del famoso giornalista e scrittore.



4. 17 agosto, con Vecchioni a Festambiente


La vita che ... Vecchioni e Bianciardi.

Questo e' il titolo dell'incontro organizzato dalla Fondazione con Roberto Vecchioni a Festambiente, alle 18.30 di venerdi' 17 agosto. Si parlera' di letteratura, vita, Bianciardi e Milano, a partire dal romanzo di Vecchioni "La vita che si ama".

A cura di Fabio Canessa.

Festambiente



5. 19 luglio, Cava di Roselle, Eravamo tanto amati


"Eravamo tanto amati" : un libro e un docu-film per ripercorrere la fase discendente di una parabola vissuta e sofferta dal progressismo italiano, a partire dalla svolta della Bolognina a oggi.

Tre giornalisti indagano le ragioni che hanno condotto il PCI a tradursi da forza politica di riferimento delle fasce piu' deboli a componente non sempre autorevole di nuove - e forse impensabili - aggregazioni o a voce di dissenso solitario per battaglie impossibili, quando non di retroguardia.

Dalle voci di alcune tra le figure piu' rappresentative della rossa Toscana, campione ideale per una indagine attendibile sulla storia della sinistra italiana, un quadro composito che non vuole dare risposte ma porre domande e suscitare dibattito. Oggi piu' che mai necessario.

A cura di Lucia Matergi, 19 luglio, ore 21.30, Cava di Roselle.



6. Città visibile, 14 giugno, Il lavoro culturale e il politichese


Dall'8 al 18 giugno si svolgerà "La Città Visibile", la storica manifestazione che dal 2008 dà spazio alle maggiori realtà culturali cittadine in un contesto di partecipazione, incontro, conoscenza e dialogo.

La Fondazione Luciano Bianciardi sarà presente presso lo stand n. 3 (in condivisione con l'Istituto Gramsci) e porterà il suo contributo al tema di quest'anno, il Diritto alla Città, attraverso una performance che si svolgerà giovedì 14 giugno alle ore 21:

"ALTRI POLITICHESI: SESSANT'ANNI DI LAVORO CULTURALE".

Dalla lettura scenica del celebre capitolo sesto de "Il lavoro culturale", la parola al pubblico, per un dialogo sui nuovi stereotipi del politichese contemporaneo.

A cura di Lucia Matergi.

A sessant'anni dalla sua pubblicazione, il pamphet di Luciano Bianciardi mantiene intatta la sua forza satirica nei confronti di un mondo che già negli anni 50/60 si preparava a diventare la società dello spettacolo.

Programma Città visibile 2018



7. L'eredità di Tullio De Mauro, 25 maggio


Venerdì 25 maggio alle 17, a Grosseto, nella Sala Conferenze Clarisse Arte, via Vinzaglio, un incontro organizzato insieme all'Istituto Gramsci dal titolo "Tullio De Mauro: la lingua, la società, la scuola".

In un tempo che celebra come non mai il mito della comunicazione, proponendo infinite ricette di linguaggi chiari e semplificati, ideali veicoli di rapporti umani diffusi e rapidi, coerenti con un mondo veloce e globalizzato, quale funzione mantiene il pensiero di Tullio De Mauro e in quale direzione va orientata la sua eredità culturale?

Il grande linguista italiano autore, tra le altre numerose opere, della Storia linguistica dell’Italia unita, già ministro della Pubblica Istruzione e accademico da poco scomparso, si impone al centro del dibattito sul nuovo italiano con la forza della sua ricerca alla cui base sta l’idea di una lingua in cui naturalità e storicità convivono in equilibrio e garantiscono efficacia espressiva solo quando le parole si ancorano alle cose e ai concetti, acquistando peso e rinunciando al vuoto che incanta e non spiega.

Un messaggio fondato sul valore democratico della lingua e sulla funzione emancipatoria esercitata sui parlanti, che De Mauro mutua dal pensiero gramsciano e rielabora in una concezione dinamica del linguaggio, di evidente attualità in un Italia dell’accoglienza e in una scuola che si confronta giorno per giorno con il tema dell’integrazione linguistica.

Massimo Vedovelli, professore di Didattica delle lingue moderne all’Università di Siena, già rettore dell’Università degli Stranieri, ne traccia un quadro articolato, arricchito dal contributo della propria ricerca sulle lingue immigrate, in una conversazione con Stefano Adami. Introduce Lucia Matergi.

TULLIO DE MAURO



8. 22 aprile, Bianciardi antifascista


La Fondazione propone all'interno del Festival Resistente di Grosseto, il 22 aprile alle ore 19, nel Cassero, una lettura dal titolo "Bianciardi e l’antifascismo morale".

Da una scrittura brillante e inimitabile, sempre a metà tra la narrativa e il pamphlet, il rifiuto netto e costante del fascismo, visto come esito tragico dell’antidemocrazia italiana, già anticipata dalla retorica risorgimentale.

Il volto giudicante di Bianciardi nella lettura di alcune sue pagine emblematiche. A cura di Lucia Matergi.



9. 14 aprile, Il lavoro culturale a Massa Marittima


Nell'ambito della rassegna "Parole e voci. Festival di lettura scenica", sabato 14 aprile, dalle ore 17.30, presso la Biblioteca comunale di Massa Marittima, la Fondazione presenta "... Questo è il problema ... o la problematica?", lettura del capitolo 6 de “Il lavoro culturale” di Luciano Bianciardi, per il 60° della sua pubblicazione.

Dopo il convegno dedicato al Lavoro, la Fondazione propone la lettura del capitolo sul "problema del linguaggio", un brano ironico che stigmatizza la verbosità delle discussioni culturali di ieri, ovvero anche di oggi.

Una verbosità parallela al "politichese", che ha avuto nella famosa formula di Moro delle "convergenze parallele" la sua più geniale espressione.

Il linguaggio è sempre stato al centro della vita letteraria di Bianciardi - d'altronde il suo principale mestiere fu quello di traduttore - e il capitolo de l Lavoro è stata la prima (e forse più geniale) riflessione dello scrittore grossetano sul "problema del linguaggio".

L'incipit bianciardiano: "Per comodità di chi voglia fruttuosamente dedicarsi al lavoro culturale, sarà opportuno raccogliere, a questo punto, tutta una serie di indicazioni circa il problema del linguaggio. C’è infatti un lessico, una grammatica, una sintassi e una mimica che il responsabile del lavoro culturale non può ignorare.

Cominciamo subito, perciò, con il nocciolo della questione, con il termine problema; nonostante la differenza spaziale (alto-basso) dei due verbi il problema si pone o si solleva, indifferentemente; ma c’è una sfumatura di significato, perché “porsi” è oggettiva, cioè sta a dire che il problema è venuto fuori da sé, mentre “sollevare” è attivo: il problema, in questo caso, non ci sarebbe stato se non fosse intervenuto qualcuno a farlo essere ...".

Lettura di Unico Messicani, introduce Lucia Matergi.

Tullio De Mauro: la lingua, la società, la scuola



10. 7 aprile, Bianciardi, il calcio e Aldo Agroppi


Sabato 7 aprile, dalle ore 17, presso il nuovo spazio polifunzionale della cooperativa Uscita di Sicurezza, L'Abbricico, in Via del Terminillo, 31 (Grosseto), si terrà la presentazione del libro di Aldo Agroppi "Non so parlare sottovoce. Una vita in contropiede (tra parole e pallone)". Editore Cairo, 2017.

Ne parleranno con l'autore Fabio Canessa, giornalista e componente della Fondazione Luciano Bianciardi e Lorenzo Falconi, giornalista di Radiosportiva.

Bianciardi, tifoso della Fiorentina, scrisse molto di calcio; la corrispondenza con i lettori del Guerin Sportivo, diretto da Gianni Brera, tenuta da Bianciardi dal 1969 al 1971, è ora raccolta nel libro "Il fuorigioco mi sta antipatico" (edito da Stampa Alternativa, poi da Excogita).

Nel rubrica del Guerino, a partire dal calcio, Bianciardi parla senza peli sulla lingua della società del suo tempo; analogamente Agroppi, nel libro che presenteremo, senza alcuna remora, parla del calcio che fu e di quello di oggi, quel calcio che rimane una metafora illuminante della società italiana.

Come dice Gian Paolo Ormezzano, "Aldo rivisita, rovista, sfrucuglia, insulta, insinua, palleggia, stoppa e rilancia, dribbla, sbeffeggia, lucida, opacizza tutto un mondo, quello del calcio: ed essendo il calcio metafora della vita, opera sul mondo tout court. Aldo è tutto da leggere, da suggerire, da metabolizzare".

LOCANDINA NON SO PARLARE SOTTOVOCE



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