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L'agenda della Fondazione
ultimo aggiornamento: ottobre 2017

1. BookCity Milano, il ritorno di Bianciardi


Appuntamento con Bianciardi a BookCity, sabato 18 novembre alle ore 14.00 presso il Centro culturale di Milano, Largo Corsia dei Servi, 4 con la presentazione dei libri:

Arnaldo Bruni, “Io mi oppongo”. Luciano Bianciardi garibaldino e ribelle, Aracne, 2016

Elisabetta Francioni, Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954), Associazione Italiana Biblioteche, 2016

Carlo Varotti, Luciano Bianciardi, la protesta dello stile, Carocci, 2017.

L’evento intende segnalare la singolarità dell’uscita, nel giro di pochi mesi, di tre libri dedicati a Luciano Bianciardi.

Si tratta di volumi che esplorano il mondo dello scrittore secondo modalità distinte: nell’ordine, il libro di Elisabetta Francioni segnala l’importanza dell’esperienza giovanile di bibliotecario presso la “Chelliana” di Grosseto; il volume di Arnaldo Bruni si sofferma sull’ideologia politica dell’autore; la monografia di Carlo Varotti presenta un ritratto a tutto tondo di Bianciardi.

Di là dalle singole prospettive di lavoro, i tre volumi collaborano di concerto a delineare un ritratto compiuto di Bianciardi che merita di essere discusso pubblicamente, per giunta in coincidenza dei sessant’anni dall’uscita del Lavoro culturale, un testo di grande notorietà e ancora attuale.



2. 6 novembre, A cento anni dalla rivoluzione d'ottobre


In occasione del centenario della rivoluzione russa, lunedì 6 novembre alle ore 16.30, la Fondazione presenta un incontro con il prof. Domenico Losurdo, professore emerito di Storia della filosofia presso l'Università di Urbino, dal titolo "Rivoluzione d'ottobre, rivoluzione anticolonialista e tentativi di costruzione di una società post-capitalista"; ad introdurre il tema Giuseppe Corlito.

Quali sono i risultati più importanti della rivoluzione che un secolo fa scosse la Russia, l'Europa e il mondo intero?

Alla vigilia dell'ottobre 1917 il pianeta era una sorta di proprietà privata detenuta da un piccolo numero di grandi potenze capitaliste e colonialiste.

Una colonia era nella sua totalità l'Africa, spartita tra potenze europee rivali e armate le une contro le altre. Colonie erano l'India, il Pakistan, l'Indonesia, la Malaysia ecc. ecc. Semicolonie erano la Cina così come l'America Latina nel suo complesso, sulla quale gli USA, in base alla dottrina Monroe reinterpretata da Theodore Roosevelt, esercitavano o pretendevano di esercitare un «potere di polizia internazionale».

Non c'è dubbio, nel frattempo il mondo è cambiato in modo radicale: pressoché dileguato è il sistema colonialista classico, travolto dalla rivoluzione anticolonialista mondiale, ispirata dalla rivoluzione d’ottobre che sin dall’inizio faceva appello agli «schiavi delle colonie» perché spezzassero le loro catene.

Incomprensibile senza la svolta dell’ottobre del 1917, lo scontro tra colonialismo e anti-colonialismo è stato al centro della storia del Novecento.

Ma che ne è del socialismo, esplicitamente ed enfaticamente rivendicato dalla «rivoluzione socialista d’ottobre»?

Se analizziamo i primi quindici anni di vita della Russia sovietica (dal 1917 al 1932), vediamo susseguirsi rapidamente prima il comunismo di guerra, poi la Nuova Politica Economica (NEP), con la reintroduzione di alcuni nuclei di capitalismo e di proprietà privata, e infine la collettivizzazione integrale dell’economia (compresa l’agricoltura).

Contemporaneamente, nelle aree della Cina controllate dal Partito comunista, a partire dalla fine degli anni Venti cominciava a prender forma una sorta di NEP più radicale, si sviluppava quello che sarebbe poi diventato, il «socialismo di mercato» ovvero il «socialismo dalle caratteristiche cinesi», con la combinazione di piano e mercato, di solidarietà collettiva e competizione individuale, di scurezza sociale e sviluppo delle forze produttive.

Mentre ha promosso la liquidazione del sistema colonialista classico, la rivoluzione d’ottobre ha ispirato tentativi diversi di costruzione di una società post-capitalistica, nell’ambito di un processo di apprendimento che si rivela complesso e ricco di contraddizioni e che è ben lungi dall’essere giunto alla sua conclusione.

Locandina



3. 27 ottobre, Per altre vite


Il 27 ottobre alle ore 17.30 presentazione del romanzo di Paolo Pajer dal titolo "Per altre vite".

Relatrice Maria Teresa Asti (Assistente sociale, ASL Toscana Sudest).

Il protagonista di questo libro è un assistente sociale, Marco Andrade, che affronta e osserva quotidianamente le diverse esperienze che le persone vivono portandogli i loro bisogni e richieste.

Marco conduce un'esistenza tranquilla e abitudinaria. Sul lavoro cerca di non rimanere coinvolto nelle vicende di chi richiede aiuto anche se ogni giorno le vite che incontra, e che si incrociano con la sua, tentano di travolgerlo. Per una serie di vicende verranno messi a nudo fantasmi del passato e sentimenti fra i più nascosti del suo essere.

Attraverso le storie delle persone con cui si confronta, Marco vedrà infine materializzarsi frammenti di se stesso che credeva perduti.

Locandina



4. El trabajo cultural, in lingua spagnola


Per il 60 della pubblicazione de "Il lavoro culturale", la casa editrice spagnola Errata naturae pubblica "El trabajo cultural", con la traduzione di Miguel Ros González.

Copertina

Così introduce Errata naturae: Estamos en una pequeña ciudad de la Toscana, tras el fascismo y la Segunda Guerra Mundial. Italia está dejando de ser una nación pobre, rural aún, para convertirse en una gran potencia industrial. Pero no sólo crece la industria, también «el trabajo cultural». El dinero ya no escasea e incluso en la provincia nacen por doquier asociaciones culturales, clubes de cine o de lectura, conferencias y recitales… La ciudad crece y las calles cambian y la vida se parece cada vez más a la de una gran metrópoli. Jóvenes escritores y profesores, bibliotecarios y periodistas se reúnen en los cafés para analizar las consecuencias políticas de la guerra mientras escriben «la obra definitiva».

Dopo le classiche traduzioni degli anni sessanta in inglese (It's a hard life), tedesco (Das saure Leben), francese (La vie aigre) e spagnolo (La vida agria) de La vita agra e quella, ancora in lingua spagnola, di Aprire il fuoco (Aprir el fuego), recentemente contiamo 4 traduzioni in esperanto e, de La vita agra, una nuova in francese (Actes Sud, 2008) e in spagnolo (Errata naturae, 2012). Oggi è la volta de El trabajo cultural, a dimostrazione della vitalità anche internazionale di Bianciardi.

Sul libro, la Fondazione sta organizzando un convegno internazionale per la fine dell'anno, con la presenza anche del traduttore spagnolo.

Prima edizione italiana



5. 11 agosto, Bruno Arpaia a Festambiente


La Fondazione presenta l'ultimo romanzo di Bruno Arpaia il giorno 11 agosto alle ore 19, a Festambiente negli spazi dei Tramonti nell'uliveto; Arpaia sarà intervistato da Stefano Adami, scrittore e componente della Fondazione.

Programma

Un romanzo visionario e attualissimo, che ci fa vivere le estreme conseguenze del cambiamento climatico già in atto e realizza quel «ménage à trois» fra scienza, arte e filosofia che, come sosteneva Italo Calvino, costituisce la vocazione profonda della migliore letteratura italiana.

Giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, Arpaia ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi I forestieri, Il futuro in punta di piedi, Tempo perso (Premio Hammett Italia 1997), L'angelo della storia (Premio selezione Campiello 2001, Premio Alassio Centolibri - Un autore per l'Europa 2001), Il passato davanti a noi (Premio Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006), Per una sinistra reazionaria, questi ultimi usciti per Guanda.

Per lo stesso editore è uscita anche una conversazione con Luis Sepúlveda, Raccontare, resistere.

Per una sinistra reazionaria è del 2007, e del 2010 è Il futuro in punta di piedi. Nel 2011 pubblica un romanzo a carattere scientifico intitolato L'energia del vuoto, grazie al quale entra a far parte della cinquina di finalisti dell'edizione del Premio Strega dello stesso anno.

Nel 2014 esce per Guanda il giallo Prima della battaglia. Un'indagine del commissario Malinconico e nel 2016 Qualcosa, là fuori.

LOCANDINA



6. 21 luglio con il giallista Giampaolo Simi


Nel meraviglioso scenario della Cava di Roselle, appuntamento con "Scrittori in giallo" organizzato dalla Fondazione, venerdì 21 luglio alle ore 22.

Ospite è lo scrittore Giampaolo Simi, scrittore e sceneggiatore, autore del recentissimo giallo "La ragazza sbagliata", edito da Sellerio.

Simi sarà intervistato da Sacha Naspini, scrittore e componente della Fondazione.

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7. 7 giugno, Io mi oppongo di Arnaldo Bruni


Mercoledi' prossimo, 7 giugno, alle ore 17.30, nella bella sede di ClarisseArte in via Vinzaglio 27 a Grosseto, nel centro storico, presenteremo il nuovo libro di Arnaldo Bruni, insieme all'italianista Giulio Ferroni, docente all'Universita' di Roma La Sapienza.

"Io mi oppongo", il titolo del libro di Arnaldo, con sottotitolo "Luciano Bianciardi garibaldino e ribelle", e' una raccolta di scritti che spazia da "Il lavoro culturale" a "La vita agra", ad "Aprire il fuoco" e agli altri scritti risorgimentali.

"Io mi oppongo" e' il primo volume di una collana che non a caso si intitola Novecento inquieto, edita da Aracne.

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8. 30 maggio, Ribolla e il bibliobus


Un evento organizzato dalla Unicoop Tirreno e dalla Fondazione Bianciardi, martedì 30 maggio alle ore 21, all'ex cinema di Ribolla, per le celebrazioni comunali della strage mineraria del 1954.

A partire dal libro “Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto” di Elisabetta Francioni, Emiliano Rabazzi (Assessore alle politiche giovanili del Comune di Roccastrada), Enrico Mannari (Direttore Fondazione Memorie Cooperative Unicoop Tirreno), l'autrice del libro e Massimiliano Marcucci (Presidente Fondazione Luciano Bianciardi) discuteranno del rapporto tra cultura e territorio sulla scorta dell'intuizione bianciardiana del bibliobus.

Il tutto inframezzato dalle letture di Irene Paoletti e dalle canzoni di Emanuele Bocci, per una serata in cui parole e musica si integrano a vicenda.

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9. 20 maggio, convegno internazionale sui migranti


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Sabato 20 maggio, ore 9, a Grosseto, presso la banca Tema in corso Carducci 14, convegno internazionale sui migranti con Padre Alejandro Solalinde, candidato al premio nobel per la pace 2017, ed Enrico Calamai, diplomatico, viceconsole in Argentina al tempo dei desaparecidos.

Un ponte tra Messico, Mediterraneo e Italia, organizzato dalla Fondazione Bianciardi in collaborazione con il Ministero dei beni culturali.

L'incontro prevede anche una tavola rotonda con gli attori locali dell'accoglienza dei migranti, coordinata dal sociologo Moreno Toigo.

Solalinde, sacerdote messicano, ha fondato nel 2007 «Hermanos en el Camino», un centro di aiuto per i migranti diretti negli Stati Uniti, che ospita ogni anno 20.000 persone, e ha ottenuto diversi riconoscimenti per il suo impegno sociale, come il Premio per i diritti umani.

Più volte è stato minacciato di morte dai «cartelli» dei narcotrafficanti, vive sotto scorta in Messico; la sua esperienza è stata descritta nel libro I narcos mi vogliono morto, edito da EMI.

Enrico Calamai, chiamato “lo Schindler di Buenos Aires” per aver salvato centinaia di persone dalla dittatura argentina, è oggi portavoce del Comitato “Verità e giustizia per i nuovi desaparecidos del Mediterraneo”.

La sua esperienza di diplomatico in America latina è stata descritta nel libro Niente asilo politico.

A Calamai è stata dedicata una puntata de "La storia siamo noi" della RAI Un eroe scomodo.



10. 12 maggio, lezione sulla democrazia


L’istituto Gramsci di Grosseto, in collaborazione con la Fondazione “L. Bianciardi”, venerdì 12 maggio, alle ore 17, nella sede della Fondazione, presenta il volume “Lezioni sulla democrazia” (a cura di E. Mannari, ed. B.Mondadori).

La cifra del libro curato da Enrico Mannari, docente alla LUISS School of Government, oltreché politologo con numerose pubblicazioni al suo attivo, sta tutta nel titolo, che si riferisce a un ragionamento polifonico intorno a un concetto.

Nella constatazione, cioè, che il nostro presente non trova più cardini unici e definitivi intorno ai quali far ruotare la riflessione sulle scelte politiche e istituzionali, ma tende a muoversi nella pluralità delle accezioni con l’obiettivo di intercettare al loro interno un’angolatura impensata o una declinazione suggestiva, entrambe comunque interessanti come rappresentazione del pensiero molteplice, entrambe riconducibili all’obiettivo di interpretare una contemporaneità mossa e sfuggente.

A presentare il libro, il curatore Enrico Mannari, diretto testimone della grande partecipazione registrata dalle otto lezioni pubbliche, che costituiscono il succo del volume; insieme a lui Giovanni Moro, docente universitario a Roma e presidente di Fondaca, autore di una delle lezioni, tra le più coerenti con il mandato di spregiudicata ricerca civica che sta alla base dell’intero progetto. Coordina Lucia Matergi, presidente dell’istituto Gramsci di Grosseto.

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