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1 18/02/2018 17 marzo, convegno su Il lavoro culturale

La Fondazione Bianciardi di Grosseto dedica una giornata di studio a Il Lavoro culturale di Luciano Bianciardi, per i 60 anni dalla prima pubblicazione, sabato 17 marzo, dalle ore 9.30, presso la sala Marraccini della Banca Tema a Grosseto, in corso Carducci 14.

"L’opera prima dello scrittore maremmano - scrive Arnaldo Bruni - ha acquisito col tempo, come capita ai libri significativi, uno spessore e un peso specifico innegabili.

La data della pubblicazione identifica una stagione cruciale della cultura italiana recente.

Proprio nella seconda metà degli anni cinquanta, infatti, si registra, in letteratura, una varia casistica, illustrata, al vertice, soprattutto da un’opera di spicco assoluto, Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda.

Non meno stimolanti risultano altri titoli, che gli fanno corona, destinati a divenire polarizzanti, da Le ceneri di Gramsci di Pasolini, a La ciociara di Moravia, a La ballerina di carta all’Isola dell’Angelo e altri racconti di Dessì, da Il barone rampante di Calvino a Valentino della Ginzburg.

La stagione parallela del cinema risulta non meno virtuosa, visto che la tempistica propone una serie di film che anticipano le prove future più indicative: Le notti di Cabiria di Fellini, Il grido di Antonioni, Le notti bianche di Visconti.

In un contesto così ricco e articolato, denso di suggestioni inedite e di stimoli diversi, il Lavoro culturale di Bianciardi inaugura una cifra incisiva che conserva, a distanza, una indubbia originalità.

Non solo perché riflette sulla lingua letteraria, aprendo nel contempo ad altre forme stilistiche (il cinema, per esempio, che diviene, per riflesso, il modulo espressivo privilegiato del pamphlet), ma anche per la frequentazione di un genere come la satira, recuperata in chiave politica, dunque con la volontà di attualizzare e ammodernare le sue grandi radici settecentesche, da Swift a Parini.

Per queste ragioni, sommariamente esposte, la giornata di studio preventivata si presta in primo luogo a una rilettura dell’opera di Bianciardi che, per essere adeguatamente intesa, va inquadrata in modo conveniente, secondo un duplice livello.

Da una parte la cultura grossetana, in quel periodo non solo provinciale, perché godeva, grazie all’attività di Cassola, allora grossetano, un momento di grande respiro: la parabola dei due scrittori, Bianciardi e Cassola, in attività di servizio sulle rive dell’Ombrone, che insieme firmano I minatori della Maremma (1956), va indagata per la sinergia che sviluppa in modo congiunto.

Dall’altra, l’ambito nazionale e internazionale, pensando alla politica, che Bianciardi satireggia nel Lavoro, al cinema, di cui si è detto, alla letteratura americana incombente, che Bianciardi, a Milano dal 1954, cominciava a sondare in veste di traduttore.

Non basta, c’è poi una quinta moderna, o addirittura contemporanea da considerare.

Perché il lavoro culturale continua a essere oggi (anzi, oggi in modo particolare) un nodo difficile e irresolubile, sicché viene naturale procedere a confronti, magari distanzianti e conflittuali, comunque istruttivi. Entro la cornice, qui appena accennata, potranno emergere, auspicabilmente, molti interrogativi e forse qualche risposta, capaci di suscitare curiosità e sollecitazioni che, fuoriuscendo dalla specifica sfera della letteratura, potranno alimentare magari un dibattito non solo specialistico".

Relatori del convegno Giulio Ferroni, Arnaldo Bruni, Gaetano Prampolini, Federico Pierotti, Giuseppe Lupo, Giuseppe Corlito.

Borse di studio per giovani (ospitalità gratuita). Inviare cv entro il 3 marzo, risposta entro il 10 marzo.

LOCANDINA IL LAVORO CULTURALE



2 10/02/2018 16 marzo, Gli anni del nostro incanto

Come felice anticipo del nostro convegno su "Il lavoro culturale", la Fondazione presenta il libro del prof. Giuseppe Lupo "Gli anni del nostro incanto", romanzo edito da Marsilio nel 2017, venerdì 16 marzo alle ore 17.30 nella sede della Fondazione.

Un romanzo che tocca temi bianciardiani essenziali quali il miracolo economico e la Milano degli anni sessanta.

Sinossi:

"Una domenica di aprile, una Vespa, a Milano, negli anni Sessanta: un padre operaio, una madre parrucchiera, un figlio di sei anni e una bimba che non ne ha ancora compiuto uno.

Vengono dalla periferia, sembrano presi dall'euforia del benessere che ha trasformato la loro cronaca quotidiana in una vita sbarluscenta.

Qualcuno scatta una foto a loro insaputa.

Vent'anni dopo, nei giorni in cui la Nazionale di calcio italiana vince i Mondiali di Spagna, una ragazza si trova al capezzale della madre che improvvisamente ha perso la memoria.

Il suo compito è di ricordare e narrare il passato, facendosi aiutare da quella foto.

Prende così avvio il racconto di una famiglia nell'Italia spensierata del miracolo economico, una nazione che si lascia cullare dalle canzoni di Sanremo, sogna viaggi in autostrada, si entusiasma con i lanci nello spazio dei satelliti americani e sovietici, e crede nel futuro, almeno fino a quando non soffia il vento della contestazione giovanile e all'orizzonte si addensano le prime ombre del terrorismo.

Dopo la strage di piazza Fontana finisce un'epoca favolosa e ne comincia un'altra.

La città simbolo dello sviluppo industriale si spegne nel buio dell'austerity, si sporca di sangue e di violenza, mostra il male che si annida e lascia un segno sul destino di tutti.

Con un romanzo dalla scrittura poetica e struggente, forte nei sentimenti ed evocativo nello stile, Giuseppe Lupo ci racconta il periodo più esaltante e contraddittorio del secolo scorso - gli anni del boom e quelli di piombo - entrando nei sogni, nelle illusioni, nelle inquietudini, nei conflitti di due generazioni a confronto: quella dei padri venuti dalla povertà e quella dei figli nutriti con i biscotti Plasmon".

Giuseppe Lupo è nato in Lucania (Atella, 1963) e vive in Lombardia, dove insegna letteratura italiana contemporanea presso l'Università Cattolica di Milano e Brescia.

Per Marsilio ha pubblicato L'americano di Celenne (2000; Premio Giuseppe Berto, Premio Mondello, Prix du premier roman), Ballo ad Agropinto (2004), La carovana Zanardelli (2008; Premio Grinzane Cavour-Fondazione Carical, Premio Carlo Levi), L'ultima sposa di Palmira (2011; Premio Selezione Campiello, Premio Vittorini), Viaggiatori di nuvole (2013; Premio Giuseppe Dessì; tradotto in Ungheria), Atlante immaginario (2014) e L'albero di stanze (2015; Premio Alassio-Centolibri, Premio Frontino-Montefeltro, Premio Palmi).

È autore di numerosi saggi e collabora alle pagine culturali del «Sole 24 Ore» e di «Avvenire»



3 08/01/2018 Bianciardi all'Unitre Grosseto

Nell'ambito dell'attività dell'Università delle tre età di Grosseto, la Fondazione ha attivato un corso speciale per la conoscenza dello scrittore che si terrà settimanalmente da gennaio ad aprile nei locali della Misericordia in via Ginori 12 a Grosseto.

Per frequentare il corso è sufficiente essere iscritti ad Unitre (informazioni sul sito Unitre).

Si tratta di 7 lezioni che indagano Bianciardi nella sua attività di narratore, giornalista, traduttore e organizzatore culturale.

Da un inquadramento generale della vita e delle opere, si passa al periodo grossetano, quello della biblioteca e dell'impegno culturale, “il più felice della mia vita” come egli stesso disse, per poi giungere al disincanto milanese, attraverso il suo romanzo più noto “La vita agra” e le innumerevoli collaborazioni giornalistiche, per concludere con la passione di tutta una vita, quel Risorgimento sognato e narrato in molti libri che trova ne” I Mille” del garibaldino Bandi, regalatogli da bambino, il punto di partenza.

Questo il programma con i docenti, tutti componenti della Fondazione, con orario 18-19:

15 gennaio Vita e opere di Luciano Bianciardi (Massimiliano Marcucci)

29 gennaio Bianciardi a Grosseto: la biblioteca, il cinema, i minatori (David La Mantia)

12 febbraio Bianciardi a Grosseto: 'Il lavoro culturale' (Sacha Naspini)

26 febbraio Bianciardi a Milano: 'La vita agra' (Stefano Adami)

12 marzo Bianciardi giornalista: la TV e lo sport (Fabio Canessa)

26 marzo Bianciardi e le macchine elettroniche (Giuseppe Corlito)

9 aprile Il Risorgimento di Luciano Bianciardi (Laura Ciampini)



Lunedì Bianciardi





4 08/01/2018 In video il ritorno di Bianciardi

Su Youtube possiamo vedere la registrazione, a cura dell'editrice Aracne, della presentazione di 3 libri recenti dedicati a Bianciardi in occasione di Bookcity:

Arnaldo Bruni, “Io mi oppongo”. Luciano Bianciardi garibaldino e ribelle, Aracne, 2016

Elisabetta Francioni, Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954), Associazione Italiana Biblioteche, 2016

Carlo Varotti, Luciano Bianciardi, la protesta dello stile, Carocci, 2017.

A presentare l'evento, assieme agli autori, Luca Ferrieri, Bruno Pischedda e Giulia Raboni.



IL RITORNO DI BIANCIARDI (Aracne TV - Youtube)



5 31/10/2017 BookCity Milano, il ritorno di Bianciardi

Appuntamento con Bianciardi a BookCity, sabato 18 novembre alle ore 14.00 presso il Centro culturale di Milano, Largo Corsia dei Servi, 4 con la presentazione dei libri:

Arnaldo Bruni, “Io mi oppongo”. Luciano Bianciardi garibaldino e ribelle, Aracne, 2016

Elisabetta Francioni, Luciano Bianciardi bibliotecario a Grosseto (1949-1954), Associazione Italiana Biblioteche, 2016

Carlo Varotti, Luciano Bianciardi, la protesta dello stile, Carocci, 2017.

L’evento intende segnalare la singolarità dell’uscita, nel giro di pochi mesi, di tre libri dedicati a Luciano Bianciardi.

Si tratta di volumi che esplorano il mondo dello scrittore secondo modalità distinte: nell’ordine, il libro di Elisabetta Francioni segnala l’importanza dell’esperienza giovanile di bibliotecario presso la “Chelliana” di Grosseto; il volume di Arnaldo Bruni si sofferma sull’ideologia politica dell’autore; la monografia di Carlo Varotti presenta un ritratto a tutto tondo di Bianciardi.

Di là dalle singole prospettive di lavoro, i tre volumi collaborano di concerto a delineare un ritratto compiuto di Bianciardi che merita di essere discusso pubblicamente, per giunta in coincidenza dei sessant’anni dall’uscita del Lavoro culturale, un testo di grande notorietà e ancora attuale.



6 30/10/2017 6 novembre, A cento anni dalla rivoluzione d'ottobre

In occasione del centenario della rivoluzione russa, lunedì 6 novembre alle ore 16.30, la Fondazione presenta un incontro con il prof. Domenico Losurdo, professore emerito di Storia della filosofia presso l'Università di Urbino, dal titolo "Rivoluzione d'ottobre, rivoluzione anticolonialista e tentativi di costruzione di una società post-capitalista"; ad introdurre il tema Giuseppe Corlito.

Quali sono i risultati più importanti della rivoluzione che un secolo fa scosse la Russia, l'Europa e il mondo intero?

Alla vigilia dell'ottobre 1917 il pianeta era una sorta di proprietà privata detenuta da un piccolo numero di grandi potenze capitaliste e colonialiste.

Una colonia era nella sua totalità l'Africa, spartita tra potenze europee rivali e armate le une contro le altre. Colonie erano l'India, il Pakistan, l'Indonesia, la Malaysia ecc. ecc. Semicolonie erano la Cina così come l'America Latina nel suo complesso, sulla quale gli USA, in base alla dottrina Monroe reinterpretata da Theodore Roosevelt, esercitavano o pretendevano di esercitare un «potere di polizia internazionale».

Non c'è dubbio, nel frattempo il mondo è cambiato in modo radicale: pressoché dileguato è il sistema colonialista classico, travolto dalla rivoluzione anticolonialista mondiale, ispirata dalla rivoluzione d’ottobre che sin dall’inizio faceva appello agli «schiavi delle colonie» perché spezzassero le loro catene.

Incomprensibile senza la svolta dell’ottobre del 1917, lo scontro tra colonialismo e anti-colonialismo è stato al centro della storia del Novecento.

Ma che ne è del socialismo, esplicitamente ed enfaticamente rivendicato dalla «rivoluzione socialista d’ottobre»?

Se analizziamo i primi quindici anni di vita della Russia sovietica (dal 1917 al 1932), vediamo susseguirsi rapidamente prima il comunismo di guerra, poi la Nuova Politica Economica (NEP), con la reintroduzione di alcuni nuclei di capitalismo e di proprietà privata, e infine la collettivizzazione integrale dell’economia (compresa l’agricoltura).

Contemporaneamente, nelle aree della Cina controllate dal Partito comunista, a partire dalla fine degli anni Venti cominciava a prender forma una sorta di NEP più radicale, si sviluppava quello che sarebbe poi diventato, il «socialismo di mercato» ovvero il «socialismo dalle caratteristiche cinesi», con la combinazione di piano e mercato, di solidarietà collettiva e competizione individuale, di scurezza sociale e sviluppo delle forze produttive.

Mentre ha promosso la liquidazione del sistema colonialista classico, la rivoluzione d’ottobre ha ispirato tentativi diversi di costruzione di una società post-capitalistica, nell’ambito di un processo di apprendimento che si rivela complesso e ricco di contraddizioni e che è ben lungi dall’essere giunto alla sua conclusione.

Locandina



7 13/10/2017 27 ottobre, Per altre vite

Il 27 ottobre alle ore 17.30 presentazione del romanzo di Paolo Pajer dal titolo "Per altre vite".

Relatrice Maria Teresa Asti (Assistente sociale, ASL Toscana Sudest).

Il protagonista di questo libro è un assistente sociale, Marco Andrade, che affronta e osserva quotidianamente le diverse esperienze che le persone vivono portandogli i loro bisogni e richieste.

Marco conduce un'esistenza tranquilla e abitudinaria. Sul lavoro cerca di non rimanere coinvolto nelle vicende di chi richiede aiuto anche se ogni giorno le vite che incontra, e che si incrociano con la sua, tentano di travolgerlo. Per una serie di vicende verranno messi a nudo fantasmi del passato e sentimenti fra i più nascosti del suo essere.

Attraverso le storie delle persone con cui si confronta, Marco vedrà infine materializzarsi frammenti di se stesso che credeva perduti.

Locandina



8 24/07/2017 El trabajo cultural, in lingua spagnola

Per il 60 della pubblicazione de "Il lavoro culturale", la casa editrice spagnola Errata naturae pubblica "El trabajo cultural", con la traduzione di Miguel Ros González.

Copertina

Così introduce Errata naturae: Estamos en una pequeña ciudad de la Toscana, tras el fascismo y la Segunda Guerra Mundial. Italia está dejando de ser una nación pobre, rural aún, para convertirse en una gran potencia industrial. Pero no sólo crece la industria, también «el trabajo cultural». El dinero ya no escasea e incluso en la provincia nacen por doquier asociaciones culturales, clubes de cine o de lectura, conferencias y recitales… La ciudad crece y las calles cambian y la vida se parece cada vez más a la de una gran metrópoli. Jóvenes escritores y profesores, bibliotecarios y periodistas se reúnen en los cafés para analizar las consecuencias políticas de la guerra mientras escriben «la obra definitiva».

Dopo le classiche traduzioni degli anni sessanta in inglese (It's a hard life), tedesco (Das saure Leben), francese (La vie aigre) e spagnolo (La vida agria) de La vita agra e quella, ancora in lingua spagnola, di Aprire il fuoco (Aprir el fuego), recentemente contiamo 4 traduzioni in esperanto e, de La vita agra, una nuova in francese (Actes Sud, 2008) e in spagnolo (Errata naturae, 2012). Oggi è la volta de El trabajo cultural, a dimostrazione della vitalità anche internazionale di Bianciardi.

Sul libro, la Fondazione sta organizzando un convegno internazionale per la fine dell'anno, con la presenza anche del traduttore spagnolo.

Prima edizione italiana



9 24/07/2017 11 agosto, Bruno Arpaia a Festambiente

La Fondazione presenta l'ultimo romanzo di Bruno Arpaia il giorno 11 agosto alle ore 19, a Festambiente negli spazi dei Tramonti nell'uliveto; Arpaia sarà intervistato da Stefano Adami, scrittore e componente della Fondazione.

Programma

Un romanzo visionario e attualissimo, che ci fa vivere le estreme conseguenze del cambiamento climatico già in atto e realizza quel «ménage à trois» fra scienza, arte e filosofia che, come sosteneva Italo Calvino, costituisce la vocazione profonda della migliore letteratura italiana.

Giornalista, consulente editoriale e traduttore di letteratura spagnola e latinoamericana, Arpaia ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi I forestieri, Il futuro in punta di piedi, Tempo perso (Premio Hammett Italia 1997), L'angelo della storia (Premio selezione Campiello 2001, Premio Alassio Centolibri - Un autore per l'Europa 2001), Il passato davanti a noi (Premio Napoli e Premio Letterario Giovanni Comisso 2006), Per una sinistra reazionaria, questi ultimi usciti per Guanda.

Per lo stesso editore è uscita anche una conversazione con Luis Sepúlveda, Raccontare, resistere.

Per una sinistra reazionaria è del 2007, e del 2010 è Il futuro in punta di piedi. Nel 2011 pubblica un romanzo a carattere scientifico intitolato L'energia del vuoto, grazie al quale entra a far parte della cinquina di finalisti dell'edizione del Premio Strega dello stesso anno.

Nel 2014 esce per Guanda il giallo Prima della battaglia. Un'indagine del commissario Malinconico e nel 2016 Qualcosa, là fuori.

LOCANDINA



10 01/07/2017 21 luglio con il giallista Giampaolo Simi

Nel meraviglioso scenario della Cava di Roselle, appuntamento con "Scrittori in giallo" organizzato dalla Fondazione, venerdì 21 luglio alle ore 22.

Ospite è lo scrittore Giampaolo Simi, scrittore e sceneggiatore, autore del recentissimo giallo "La ragazza sbagliata", edito da Sellerio.

Simi sarà intervistato da Sacha Naspini, scrittore e componente della Fondazione.

LOCANDINA



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